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Comparire sui motori di ricerca: come scegliere la web agency [3]

In questo primo è questo secondo articolo ti ho illustrato le cose fondamentali da sapere prima di chiedere ad una web agency un servizio di ranking sui motori di ricerca.

In questo articolo conclusivo ti dirò ancora un paio di cose essenziali e ti darò qualche consiglio per trattare al meglio con chi dovrà fornirti il servizio di ranking.

Una cosa da avere presente è che, parlando di prima pagina, c’é una grossa differenza tra le prime posizioni (prima, seconda e terza) e le ultime. Grossa differenza in termini di click. Estremizzando l’esempio, chi compare in prima pagina in prima posizione avrà MOLTI, MOLTI click in più di chi compare sempre in prima pagina in nona o decima…

E’ anche vero che un click su una decima posizione ha generalmente più “valore” di quello su una posizione tra le prime. Questo per il fatto che chi arriva a cliccare sino al decimo posto, è probabilmente molto interessato a quello che cerca e quindi, nel caso di ricerche a fine commerciale, ha probabilmente una disponibilità all’acquisto maggiore.

Questa considerazione non basta però per nulla a pareggiare le cose, a causa del numero assai più vasto di click che le prime posizioni ricevono rispetto alle ultime.

Per questo motivo sarebbe bene che una proposta di ranking da parte di una web agency, differenziasse almeno tra i primi cinque e gli ultimi cinque posti della prima pagina. Differenziazione che, secondo la filosofia del “pagare se soddisfatti” che abbiamo seguito nei precedenti articoli, dovrà realizzarsi in una differenza di compenso pagato. In parole diverse se comparirai tra i primi cinque pagherai un certo tanto, se comparirai negli ultimi cinque pagherai chiaramente meno.

Due parole sono anche da dire sulla questione del “setup”. Ci sono infatti agenzie web che richiedono all’interno di un servizio di ranking sui motori, anche un certo ammontare una tantum per il setup iniziale del lavoro. Questa richiesta nella maggior parte dei casi è generalmente giustificata, perché il servizio di ottimizzazione molto spesso implica anche una certa quantità di lavoro iniziale, che viene fatto una volta per tutte.

La cosa diventa invece non giustificata, quando il costo di questo servizio diventa spropositato rispetto all’effettivo lavoro svolto. Ci sono infatti delle agenzie che offrono il servizio di ranking in modalità “paghi solo se soddisfatto”, ma poi richiedono in ogni caso il pagamento iniziale del lavoro di setup.

La decisione se accettare o meno una proposta del genere dipende chiaramente soprattutto dalla proporzione tra il costo del setup e il costo mensile (nel caso si compaia in prima pagina) del servizo di ranking. Il setup, non dovrebbe generalmente superare di due volte il costo mensile del ranking in prima pagina per le due o tre parole chiave principale concordate con l’agenzia.

Riguardo invece al piano di pagamento, dal punto di vista del cliente e cioè del tuo, la forma migliore è un pagamento trimestrale o quadrimestrale (anche mensile se si riesce ad ottenerlo), con possibilità di recedere quando si vuole. In questo modo hai la possibilità di provare a vedere di quanto, stando in prima pagina col tuo sito, le tue richieste commerciali aumentano. Se dopo tre mesi pur stando in prima pagina non riscontri i risultati commerciali voluti, hai la possibilità di recedere senza dover pagare null’altro.

Riuardo a quest’ultimo punto è da notare che ci sono agenzie che richiedono contratti annuali. Amesso cioè di comparire in prima pagina, il contratto ti obbliga a pagare per un anno il servizio, senza possibilità di recedere prima. A mio avviso questo tipo di contratto può essere conveniente quando il cliente, e quindi tu, sa già che esere in prima pagina significa un interessante ritorno commerciale.

La cosa migliore di conseguenza, è quella di provare il servizio per tre o quattro mesi e poi, qualora l’essere in prima pagina si rilevi commercialment soddisfacente, stipulare con l’agenzia un contratto annuale, in modo da ottenere uno sconto e quindi dei costi minori rispetto al solo periodo trimestrale o quadrimestrale.

Credo che tutto quanto sinora ti ho detto riguardo ad una consulenza web marketing indirizzata al ranking sui motori, possa esserti sufficiente per trattare con le agenzie di posizionamento in maniera efficace e per te conveniente. E come ultimo consiglio non posso che dartene uno valido anche in molti altri casi. Prima di decidere interpella diverse agenzie e risolvi tutti i dubbi che puoi avere. E poi decidi.

Quando la bellezza non basta

Qualche giorno fa ho conosciuto  un certo Giacomo, che si occupa di coaching aziendale.

Non sapeva che mi occupo  di webmarketing, ma abbiamo iniziato a parlare della sua attività e di come lui cerca di acquisire nuovi clienti. E così ha iniziato a raccontarmi l’avventura che gli è capitata da poco. Un’avventura emblematica ma non di meno comune, che io chiamo dei “Belli e perdenti”.

Circa sei mesi prima era stato contattato attraverso una campagna di telemarketing, che cercava di “reclutare” professionisti interessati ad avere una presenza in Internet e che ancora non avevano un sito web. Riuscirono ad agganciarlo…

Il venditore che poi si presentò all’appuntamento, travestito da “consulente di web marketing”, fu poi così bravo da vendergli la realizzazione di un sito web, che sembrava dovesse aprire nuovi orizzonti commerciali allo sprovveduto Giacomo. A lavori ultimati Giacomo era veramente contento, entusiasta. Il sito era bello veramente ben fatto all’apparenza. Forse troppo bello…

Ecco i risultati del sito dopo sei mesi: due (2, two, zwei, dos, deux) contatti, di cui nessuno concluso con la vendita del servizio.

Cosa è che è successo all’ingenuo Giacomo? Risposta semplice. Gli è accaduta  la stessa cosa che accade a molti altri professionisti e aziende ogni giorno. Si sono accontentati della bellezza.  Pensavano che un sito bello fosse necessariamente un sito che funziona. Falso!

Un sito bello può essere un sito che funziona. Ma può essere anche l’opposto. Un sito che invece sicuramente funziona è invece un sito progettato per essere al servizio del marketing. Un sito che vende o promuove servizi e prodotti pensati in termini di marketing.  In parole dicerse è un sito che promuove o vende in modo intelligente cose che interessano alla gente. Punto.

Cosa che dal lato pratico si traduce in due punti. Riguardo ai prodotti o servizi offerti, vuol dire creare e offrire qualcosa sapendo che la gente è interessata e che il rapporto della domanda e dell’offerta è a nostro favore.

O, più semplicemente in molti casi significa ripensare i servizi e prodotti che già si propongono, in modo da ragrupparli, presentarli, rivestirli, secondo l’interesse attuale del mercato. Si tratta cioè di andare maggiormente in contro al proprio target, senza dover sconvolgere la propria offerta. Le possibilità per farlo sono infinite. Ma il primo passo è conoscere il mercato.

I metodi per conoscere il mercato che soprattutto il web mette oramai a disposizione di (quasi) tutti, sono davvero potenti e interessanti. I grandi e costosissimi sondaggi di marketing li lasciamo alle grandi aziende…

Riguardo al sito significa porsi, prima di realizzarlo, diverse essenziali domande:

- Cosa voglio ottenere dal sito? (sensibilizzazione al brand, contatti commerciali,vendite online…)
- Come ci arriveranno gli utenti? (SEO, campagne payperclick, viral marketing…)
- Come indurrò l’utente che arriva sul sito a compiere l’azione che mi porterà alla fine un guadagno?
- Quali sono i miei punti di forza e come mi differenzierò sul sito dai concorrenti?
- Sarà meglio se potrò aggiornare da me il sito, senza dovermi sempre rivolgere ad altri per farlo?

Sono poche domande che spesso richiedono diverso tempo per le relative risposte. Ma è questo il lavoro essenziale. E’ quì che sta il cuore di una seria consulenza web marketing.

E sono domande che a seconda dei casi possono avere risposte abbastanza diverse. In determinate situazioni una semplice attività redazionale fatta  in modo programmato e continuativo, può dare risultati davvero interessanti sia come numero di visite ricevute sia come risultati in termini di obbiettivi finali. Risultati che per giunta, al contrario di una campagna PPC sono in tali casi gratuiti.

In altre situazioni il payperclick si dimostra invece la strada vincente, la strada che si deve percorrere. Una strada veloce ed efficace.

Le soluzioni sono molteplici e devono essere scelte a seconda dei casi. Per questo è meglio che le impieghi chi sa davvero come e quando utilizzarle. Motivo per cui penso che una delle due cose da imparare dalla storia dello sprovveduto Giacomo è che  bene scegliere con attenzione coloro ai quali si affida la propria presenza sul web.

L’altra invece è che la bellezza non è tutto…

Born to Loose: i siti senza obiettivi

Perché molti siti web non raggiungono i propri obbiettivi.?

Semplice, perché non ne hanno. Meglio: non hanno “veri obbiettivi”. Obbiettivi realistici e delineati precisamente. E se non hai un obbiettivo del genere non riesci neppure a mettere in atto dei piani per raggiungerlo, perché non sai veramente cosa vuoi. Sei senza una vera strategia perché non hai un vero obbiettivo. Ed hai un sito “nato per perdere”.

Questa mancanza di obbiettivi precisi è una cosa che verifico quasi ogni giorno, quando ad esempio qualcuno mi chiede un sito senza neppure avere chiaro perché lo vuole. Per moda? Perché se non c’é l’hai sei percepito dai clienti come poco professionale? Perché lo ha il tuo concorrente?

Sono motivi anche validi, ma non bastano per avere un sito che porta risultati.

Per questo, soprattutto se sei un imprenditore o un professionista, che investe nel proprio marketing per averne prima o poi un ritorno, ti invito a porti queste domande:

Ma ho davvero bisogno di un sito?
A che cosa di preciso mi serve?
Ci sono soluzioni alternative più efficaci?

Sono domande importanti. Potresti magari essere una piccola azienda in sturt-up che non ha bisogno di un “classico sito” ma invece solo di una pagina di acquisizione contatti appoggiata ad una campagna pay per click, attraverso cui i potenziali clienti possano contattarti.

Oppure un professionista che, dato il determinato settore in cui lavora, ha bisogno di un blog, invece che di un classico sito, per avvicinare i propri potenziali clienti facendo anche leva su aspetti emozionali, in cui racconti la tua personalità, oltre che la tua professionalità.

Le soluzioni sono diverse, perché i relativi obbiettivi sono diversi.

Per questo, uno dei primi compiti di un buon consulente di web marketing è quello di delineare degli obbiettivi precisi. Dopo si mettono in atto le strategie in grado di raggiungerli.

E dato che un obbiettivo impossibile non può essere raggiunto, ancora prima, un consulente di web marketing capace, studia, testa, assaggia il mercato, assieme al cliente.

Si fà un’idea del mercato con cui ha a che fare, della concorrenza e delle possibilità. E poi propone degli obbiettivi realistici e delle strategie per raggiungerli.

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