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Comparire sui motori di ricerca: come scegliere la web agency [3]
In questo primo è questo secondo articolo ti ho illustrato le cose fondamentali da sapere prima di chiedere ad una web agency un servizio di ranking sui motori di ricerca.
In questo articolo conclusivo ti dirò ancora un paio di cose essenziali e ti darò qualche consiglio per trattare al meglio con chi dovrà fornirti il servizio di ranking.
Una cosa da avere presente è che, parlando di prima pagina, c’é una grossa differenza tra le prime posizioni (prima, seconda e terza) e le ultime. Grossa differenza in termini di click. Estremizzando l’esempio, chi compare in prima pagina in prima posizione avrà MOLTI, MOLTI click in più di chi compare sempre in prima pagina in nona o decima…
E’ anche vero che un click su una decima posizione ha generalmente più “valore” di quello su una posizione tra le prime. Questo per il fatto che chi arriva a cliccare sino al decimo posto, è probabilmente molto interessato a quello che cerca e quindi, nel caso di ricerche a fine commerciale, ha probabilmente una disponibilità all’acquisto maggiore.
Questa considerazione non basta però per nulla a pareggiare le cose, a causa del numero assai più vasto di click che le prime posizioni ricevono rispetto alle ultime.
Per questo motivo sarebbe bene che una proposta di ranking da parte di una web agency, differenziasse almeno tra i primi cinque e gli ultimi cinque posti della prima pagina. Differenziazione che, secondo la filosofia del “pagare se soddisfatti” che abbiamo seguito nei precedenti articoli, dovrà realizzarsi in una differenza di compenso pagato. In parole diverse se comparirai tra i primi cinque pagherai un certo tanto, se comparirai negli ultimi cinque pagherai chiaramente meno.
Due parole sono anche da dire sulla questione del “setup”. Ci sono infatti agenzie web che richiedono all’interno di un servizio di ranking sui motori, anche un certo ammontare una tantum per il setup iniziale del lavoro. Questa richiesta nella maggior parte dei casi è generalmente giustificata, perché il servizio di ottimizzazione molto spesso implica anche una certa quantità di lavoro iniziale, che viene fatto una volta per tutte.
La cosa diventa invece non giustificata, quando il costo di questo servizio diventa spropositato rispetto all’effettivo lavoro svolto. Ci sono infatti delle agenzie che offrono il servizio di ranking in modalità “paghi solo se soddisfatto”, ma poi richiedono in ogni caso il pagamento iniziale del lavoro di setup.
La decisione se accettare o meno una proposta del genere dipende chiaramente soprattutto dalla proporzione tra il costo del setup e il costo mensile (nel caso si compaia in prima pagina) del servizo di ranking. Il setup, non dovrebbe generalmente superare di due volte il costo mensile del ranking in prima pagina per le due o tre parole chiave principale concordate con l’agenzia.
Riguardo invece al piano di pagamento, dal punto di vista del cliente e cioè del tuo, la forma migliore è un pagamento trimestrale o quadrimestrale (anche mensile se si riesce ad ottenerlo), con possibilità di recedere quando si vuole. In questo modo hai la possibilità di provare a vedere di quanto, stando in prima pagina col tuo sito, le tue richieste commerciali aumentano. Se dopo tre mesi pur stando in prima pagina non riscontri i risultati commerciali voluti, hai la possibilità di recedere senza dover pagare null’altro.
Riuardo a quest’ultimo punto è da notare che ci sono agenzie che richiedono contratti annuali. Amesso cioè di comparire in prima pagina, il contratto ti obbliga a pagare per un anno il servizio, senza possibilità di recedere prima. A mio avviso questo tipo di contratto può essere conveniente quando il cliente, e quindi tu, sa già che esere in prima pagina significa un interessante ritorno commerciale.
La cosa migliore di conseguenza, è quella di provare il servizio per tre o quattro mesi e poi, qualora l’essere in prima pagina si rilevi commercialment soddisfacente, stipulare con l’agenzia un contratto annuale, in modo da ottenere uno sconto e quindi dei costi minori rispetto al solo periodo trimestrale o quadrimestrale.
Credo che tutto quanto sinora ti ho detto riguardo ad una consulenza web marketing indirizzata al ranking sui motori, possa esserti sufficiente per trattare con le agenzie di posizionamento in maniera efficace e per te conveniente. E come ultimo consiglio non posso che dartene uno valido anche in molti altri casi. Prima di decidere interpella diverse agenzie e risolvi tutti i dubbi che puoi avere. E poi decidi.
Comparire sui motori di ricerca: come scegliere la web agency [2]
In questo articolo ti ho illustrato alcuni vantaggi del comparire in prima pagina tra i risultati dei motoridi ricerca, mostrandoti anche perché questo obbiettivo sta diventando sempre più richiesto all’interno delle consulenze web marketing. Ho iniziato anche a parlarti delle agenzie SEO, di quelle aziende cioé, o singoli professionisti che si occupano di ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca e a cui gli imprenditori che hanno un sito si rivolgono per comparire in prima pagina sui motori.
Ma come riuscire ad ottenere un servizio per cui si paga soltanto se porta risultati? Come fare, in parole diverse, ad evitare di spendere risorse senza alla fine ottenere nulla di concreto, come è già successo a non poche aziende? In particolare se sei un professionista o un’azienda che vuole ottenere dal web risultati concreti, queste sono domande essenziali a cui rispondere prima di iniziare qualsiasi azione sul web.
Per spiegarti al meglio la questione ti parlerò per ora essenzialmente di cosa NON FARE, di quali sono cioé i tipi di offerte da EVITARE, che un’agenzia SEO poco seria potrebbe proporti. Perché è vero che molte agenzie SEO sono serie e lavorano bene, ma ce ne sono non poche che non lo sono. E anche tra quelle serie, la validità e la serietà delle proposte può variare non poco.
Prendiamo quindi una ipotetica agenzia SEO, e vediamo diversi tipi di proposte che potresti ricevere, iniziando dalla peggiore e salendo man mano ad una proposta valida che potresti accettare senza timore.
Proposta SEO livello ZERO
L’agenzia potrebbe dirti: “Il nostro lavoro consiste nel fare una serie di interventi al suo sito, in modo da migliorarlo all’occhio dei motori”. Al che tu potresti chiedere “e se il miglioramento che apportate non è sufficiente?”, e loro potrebbero risponderti “Nel 99% dei casi quello che facciamo basta per andare in prima pagina, se poi non è sufficiente vedremo che fare…”.
Ecco, questo è proprio il tipo di proposta da non accettare. E’ il “livello zero”, la proposta meno seria e più rischiosa a cui puoi andare incontro. Ed il motivo è semplice, l’azienda che te la proporne, ti parla degli interventi che dovrebbe fare e non dei risultati che è in grado di portarti. La prima cosa da fare è quindi cambiare l’oggetto del discoroso: parlare di risultati.
Proposta SEO livello UNO
Passiamo quindi a una proposta un po’ più seria (solo un po’) che un’azienda un po’ più seria potrebbe farti. Potrebbero dirti: “Noi sceglieremo per il suo sito dieci parole chiave e le garantiamo che per almeno una (o due o tre) di tali parole comparirà su almeno un motore di ricerca tra Google,Yahoo,Bing, etc..”.
Anche questa proposta così com’è è da rifiutare. Il motivo principale è che “dieci parole chiave” vogliono dire molto poco se non si specifica di quali parole si tratta e di quale sia la loro potenzialità commerciale. Il tuo intento deve infatti essere quello di comparire per quelle parole chiave che sono usate dagli utenti con un’alta predisposizione all’acquisto (sono cioè usate quando un’utente ha intenzione, anche se non necessariamente immediata, di acquistare un prodotto o un servizio).
Detto diversamente bisogna scegliere le parole chiave che convertono di più, che cioè maggiormente si traducono in un acquisto o in una richiesta di contatto. Serve infatti a poco comparire sui motori per una parola che anche se viene cercata abbastanza è usata dagli utenti solo per procurarsi notizie su un determinato bene o servizio, a cui però non segue mai un acquisto o un reale contatto commerciale.
Proposta SEO livello DUE
Facciamo quindi un’altro passo e vediamo quale potrebbe essere un’offerta ancora più seria. L’azienda SEO potrebbe dirti: “Scegliamo assieme le parole chiave che promettono una maggiore potenzialità commerciale” e le garantiamo che per almeno una (o due o tre) di tali parole comparirà su almeno un motore di ricerca tra Google,Yahoo,Bing, etc..”.
Questa proposta è migliore delle precedenti ma così com’é non offre ancora sufficienti garanzie. Il fatto è che non tutte le parole chiave vengono cercate con uguale frequenza dagli utenti. Ci sono parole che vengono cercate molto di più di altre. E, a parità di condizioni, è su queste ultime che bisogna chiaramente cercare di puntare. Non serve a niente, in parole diverse, comparire primi sui motori per una parola chiave che viene cercata in tutto tre volte al mese…
Queste considerazioni possono sembrare ovvie. Ma la cosa davvero pazzesca è che ci sono tutt’ora agenzie web che fanno proposte fumose e poco chiare come quella appena vista.
E sai perché succede? Semplicemente perché fare comparire un sito per una parola chiave con alta potenzialità commerciale e con un interessante numero di ricerche/mese, è molto più difficile che per una parola poco utilizzata, per il motivo che più una parola è interessante, più ci sono siti concorrenti da battere per assicurarsi la prima pagina sui motori.
Un esempio REALE ed emblematico di quello che ti ho appena detto è il caso di una gigantesca azienda di comunicazioni e pubblicità italiana che tra le altre cose propone il posizionamento sui motori utilizzando come keyword il nome dell’azienda del cliente!
Una proposta del genere ha senso solo se il cliente in questione è già molto conosciuto e il nome dell’azienda viene quindi utilizzato dagli utenti per fare le ricerche sui motori. Ma il 98% dei casi è ben diverso. Nella quasi totalità dei casi gli utenti non cercano il nome dell’azienda ma il tipo di prodotti o servizi che questa offre…
Proposta SEO livello TRE
Solo adesso possiamo passare ad una seria proposta di servizi SEO. L’azienda può dirti “Scegliamo le parole chiave ad alto potenziale commerciale e con il maggiore numero di ricerche/mese, e noi le garantiamo che per almeno due (o tre o quattro) di queste parole comparirà in prima pagina su almeno uno (o due…) motori tra Google, Yahoo, etc.
Questa proposta è già abbastanza interessante. Ma contiene ancora qualcosa di poco chiaro. Non specifica infatti su quale motore in particolare si comparirà per le ricerche.
Perché anche se si sà che una parola chiave è cercata un certo numero di volte al mese, tale numero varia chiaramente a seconda del motore di ricerca. E’ risaputo che il motore che ha in assoluto il numero di ricerche maggiore è Google. Per alcune parole chiave, può infatti capitare che il numero di ricerche su Google sia DIECI volte quello su Yahoo!
Proposta SEO livello QUATTRO
Per i precedenti motivi una proposta seria deve anche specificare i motori sui quali si comparirà. O perlomeno deve suddividerli in insiemi di motori “equivalenti” rispetto al numero di ricerche.
Riassumendo, le cose che devi pretendere in proposta da parte di un’agenzia SEO sono:
1 – garanzie (paghi solo se ottieni determinati risultati)
2 – parole chiave con buon valore commerciale
3 – parole chiave con relativamente interessanti livelli di ricerca
4 – specificazione di quali sono i motori su cui si comparirà
Chiaramente alcuni di tali fattori andranno “mediati”, si sceglierà cioè la combinazione che sembra più promettente. L’importante è però che il tutto sia chiaro e deciso preventivamente.
Ci sono poi una serie di altre cose da tenere in considerazione, tra cui il reale posizionamento all’interno della prima pagina (primi, secondi… decimi) e il tipo di offerta efettuato (setup, pagamento una tantum, pagamento scaglionato secondo i risultati, etc.) e altre ancora. Cose queste di cui parleremo nel prossimo articolo.
Per ora, se terrai conto dei quattro principali fattori discussi, avrai ottime possibilità di evitare di essere preso in giro da alcune web agency poco serie che ti promettono grandi risultati e magari poi pretendono di essere pagate anche se il risultato ottenuto è il decimo posto su un motore poco visitato e per una keyword con nulla potenzialità commerciale…
Comparire sui motori di ricerca: come scegliere la web agency
Moltissime aziende hanno ormai il proprio sito web. E se tu sei un imprenditore o un professionista è probabile che anche tu ne abbia già uno per la tua attività.
E magari sei uno dei quelli fortunati che sono riusciti a farsi fare un sito che “funziona dal punto di vista del marketing”: un sito cioè che riesce a “trasformare” gli utenti che vi arrivano sopra in contatti commerciali. E se hai letto altri articoli di questo blog, sai quanto sono pochi ad avere un sito del genere…
Ma permettimi di farti una domanda: quante persone arrivano sul tuo sito? Quanti utenti cioè sei in grado di portare sul tuo sito? Te lo chiedo perché, anche se il sito è ben fatto, no utenti = no contatti.
Portare utenti sul proprio sito è essenziale. E ci sono diversi modi per farlo, tra cui ad esempio la pubblicità sui motori di ricerca, di cui ho scritto più volte. Ma oggi voglio parlarti di un’altro canale. Un canale molto potente: i risultati organici sui motori di ricerca. I risultati cioè che compaiono “naturalmente” (non a pagamento) quando un utente fa ua ricerca sul motore.
E’ facile capire perché è molto interessante comparire ai primi posti sul motore: sono quelli più cliccati dagli utenti che fanno la ricerca. Più si è in alto, e quindi vicini alla prima posizione, più utenti si avranno sul proprio sito. E tutto questo gratuitamente.
Ed è per questo che sono tanti coloro che vogliono comparire ai primi posti: più un mercato è interessante, più la cosa diventa competitiva.
Essere primi in alcuni mercati per le keyword con più traffico è davvero DIFFICILE. Ma anche per mercati “più tranquilli” la cosa sta diventando sempre meno facile.
Che cosa può quindi fare un imprenditore o un professionista, privo di conoscenze tecniche e di web marketing, per comparire ai primi posti sui motori? Semplice: deve rivolgersi ad un’agenzia specializzata, ad un’agenzia con una buona esperienza nel SEO (search engine optimization = ottimizzazione per i motori di ricerca ).
Trovare un professionista o un’agenzia che faccia del SEO, non è per nulla difficile. Trovare qualcuno che lo faccia bene è meno semplice. Trovare qualcuno che dia delle giuste garanzie è ancora meno semplice. Perché infatti dovresti pagare se il lavoro di ottimizzazione fatto dall’agenzia non porta i risultati voluti? A questo servono le giuste garanzie.
Ma cosa significa una “giusta garanzia” in campo seo e come “agganciarla” ai servizi che l’agenzia offre e valutare con ragione di causa questi ultimi?
Sono queste le domande essenziali che un imprenditore o un professionista che deve affidarsi ad un’agenzia SEO farà bene a porsi. E sono queste le domande a cui risponderò nel prossimo articolo dandoti anche una serie di efficaci consigli per valuatare con precisione un’agenzia SEO e “trattare” le sue offerte in modo vincente.
Vendere di più con la pubblicità web: quando usare AdWords e quando usare Facebook
Se il tuo biettivo è raggiungere nuovi clienti o vendere meglio e di più attraverso un web marketing efficace, allora, come già altre volte ho scritto su questo sito, hai bisogno di un sistema collaudato che ti permetta di raggiungere i risultati voluti. Un sistema che dia risultati costanti e ragionevolmente prevedibili e che continui a funzionare anche nei momenti più difficili, anche nei momenti di crisi, quando cioè è più difficile vendere perché gli utenti sono meno disposto a comprare.
Una delle leve di questo sistema, uno degli elementi che integrati con gli altri permettono di funzionare e di portare risultati costanti e prevedibili, è la pubblicità sul Web. Questa è una leva essenziale perché per poter presentare i tuoi prodotti o servizi, è necessario che sul tuo sito arrivino utenti interessati a quello che offri, e uno dei modi perché questo avvenga è la pubblicità a pagamento.
Per questo oggi voglio parlarti di un potente sistema di pubblicità sul Web: gli annunci su Facebook. Lo farò anche confrontandolo con un altro potentissimo e conosciuto sistema di cui più volte ti ho già parlato: Adwords di Google. Potrò così mostrarti in quali casi è meglio scegliere l’uno piuttosto che l’altro, in modo da portare sul tuo sito quegli utenti che hanno più probabilità di diventare tuoi futuri clienti.
Come forse sai già Facebook è il più grande social network del pianeta. Milioni di persone ogni giorno visitano le sue pagine e milioni di persone ogni giorno cliccano sulle pubblicità a pagamento che gli inserzionisti inseriscono su Facebook. Per questo Facebook sta diventando la più grande piattaforma di pubblicità a pagamento sul Web del pianeta: un’occasione con potenzialità enormi quindi per chi la sa davvero sfruttare.
Perché tutto questo potrebbe interessarti? Semplicemente perché sapendo come fare, Facebook può offrirti interessanti occasioni di pubblicità, a costi contenuti, dato che su di esso, per alcune tipologie di prodotti o servizi, la concorrenza è per ora minore che su Google. Questo però se quello che offri è indicato per essere pubblicizzato su Facebook.
Ma proprio per quest’ultimo motivo ci sono alcune domande essenziali che dovresti farti prima di pensare di poter utilizzare Facebook per far conoscere la tua attività:
- Facebook funziona allo stesso modo in tutti i casi?
- quando è meglio utilizzarlo invece che utilizzare AdWords di Google?
- La mia attività è indicata per essere pubblicizzata su Facebook?
Se non ti chiedi tutto questo potresti infatti andare incontro ad una perdita di tempo e denaro, con risultati mediocri o addirittura nulli.
Per rispondere davvero queste domande è importante porsi delle questioni più specifiche, che più mettono in evidenza le particolarità della tua attività. Lo potrai fare facilmente utilizzando la lista di sotto, che ti elenca delle caratteristiche di una generica attività. Più la tua attività ha queste caratteristiche e più è indicata per essere pubblicizzata su Facebook:
- vendi un tipo di prodotti che la gente potrebbe acquistare in un grande centro commerciale
Perché il pubblico di Faceboook è molto eterogeneo, generalmente non è interessato a prodotti o servizi altamente specialistici, proprio come succede per il pubblico di un grande centro commerciale.
- la tua attività è un business to consumer
Perché gli utenti di Facebook sono generalmente utenti finali. Difficilmente troverai su Facebook imprenditori o professionisti potenzialmente interessati ad acquistare servizi o prodotti per la propria azienda o per rivenderli ad altri
- NON vendi prodotti o servizi indirizzati ad altre aziende
Il motivo è il precedente: chi frequenta Facebook sono generalmente utenti finali, non certo compratori, manager, professionisti interessati ad acquistare qualcosa per la loro attività
- il tuo servizio o prodotto NON è qualcosa di altamente tecnico, specializzato, orientato all’industria
Perché il target di Facebook, non è generalmente interessato a questi prodotti o servizi
- offri qualcosa da che ha a che fare con gli eventi, il divertimento, i viaggi, l’educazione (non professionale)
Perché sono questi alcuni dei maggiori argomenti a cui il pubblico di Facebbok è interessato
- i tuoi servizio o prodotti non sono personalizzabili od orientati al singolo cliente
Perché essendo gli utenti di Facebook un pubblico generalmente di massa, sono meno inclini ad essere interessati a qualcosa del genere
- i tuoi servizi o prodotti seguono in qualche modo idee politiche, religiose, mode o movimenti sociali
Perché il pubblico di Facebook, essendo essenzialmente di massa, è generalmente incline ad acquistare sotto la spinta di influenze sociali e collettive
Non importa che la tua attività corrisponda perfettamente a tutte queste caratteristiche. Quello che devi tenere presente è che più si avvicina a coprirle tutte, più è indicata per utilizzare Facebook come canale pubblicitario.
Da questa lista di caratteristiche si può trarre facilmente un confronto tra Facebook e AdWords:
AdWords:
maggiormente (ma non solo) indicato per un pubblico che cerca attivamente, in un determinato momento, dei prodotti o servizi abbastanza specializzati, che non si trovano nel centro commerciale vicino a casa e che magari richiedono una certa attività di ricerca e confronto da parte dell’utente prima di essere acquistati.
Facebook:
indicato per servizi o prodotti generalmente di massa, che non richiedono particolari riflessioni prima dell’acquisto e la cui specializzazione è relativamente bassa.
Questo non vuol dire però che Facebook e Adwords non presentino aree di utenza/prodotto che non si sovrappongano. Un prodotto dietetico, può essere infatti pubblicizzato con buoni risultati su entrambi, così come ad esempio dei corsi di lingua a distanza, oppure un pacchetto vacanze con una offerta interessante.
Stando comunque alla mia esperienza, AdWords si presenta ancora come un canale più flessibile, adatto a più tipologie di prodotto/target. Su Adwords è appunto possibile pubblicizzare un servizio di dieta, così come un servizio per la progettazione di impianti industriali. Un serizio come quest’ultimo, invece, MOLTO difficilmente potrebbe avere successo su Facebook.
Facebook, è quindi interessante per tutta una serie di servizi prodotti per cui presenta ancora una concorrenza minore rispetto Google. Così come è interessante nel caso di di lancio di prodotti o servizi di massa. Facebook tende infatti ad avere la caratteristica di portare molti utenti nei primi giorni della visualizzazione di una pubblicità. Man mano però gli utenti interessati diminuiscono, perché hanno già visto la pubblicità e non hanno più interesse a cliccarci.
Per questo motivo le pubblicità su Facebook dovrebbero essere continuamente rinnovate. Il pubblico di Facebook, essendo un pubblico di massa, è infatti alla continua ricerca di novità che suscitino la sua curiosità, è un pubblico cioè che si stanca in fretta e richiede continuamente cose nuove.
Adwords invece presenta una regolarità maggiore. Se, nel caso di un prodotto o di un servizio non stagionale o comunque che non viene venduto solo in un determinato periodo temporale, una pubblicità funziona su Adwords i primi giorni, funzionerà probabilmente anche nei mesi o addirittura negli anni successivi. Questo anche perché Adwords si rivolge a chi cerca attivamente qualcosa in un dato momento. E in un dato momento c’è sempre un certo numero di persone in cerca di un determinato prodotto o servizio.
Vendi sempre di più ai tuoi clienti acquisiti: la comunicazione broadcasting automatizzata
Nel mio lavoro di consulete web marketing sono due le domande che di più mi sento fare e che se intendi utilizzare efficacemente il web per la tua attività, probabilmente anche tu ti sei già fatto:
1 – come posso acquisire nuovi clienti?
2 – come posso vendere di più ai clienti che ho già?
Alla prima domanda ti ho già risposto in altri articoli e continuerò a farlo. Oggi invece voglio darti una risposta alla seconda svelandoti una potente strategia di marketing che anche tu puoi implementare con successo.
Ci sono certo diversi modi per vendere di più ai clienti già acquisiti. Ma ce n’é uno che non ha rivali: la comunicazione broadcasting automatizzata attraverso e-mail.
Cosa è? E’ una strategia di marketing che ti permette di:
1 – utilizzare la tecnica broadcasting: comunicare con molti clienti contemporaneamente a costi quasi nulli
2 – stare in continuo contatto con i tuoi clienti acquisiti in maniera automatica
3 – proporre offerte molteplici anche di valore crescente
Esaminiamo adesso ogni punto:
Utilizzare la tecnica broadcasting.
Broadcasting significa potere comunicare con molti clienti inviando una sola comunicazione che sarà recepita da tutti. Questo tipo di comunicazione è molto diversa da altri tipi più tradizionali, ad esempio il classico telefono.
Se ad esempio hai una interessante offerta su un nuovo servizio o prodotto, usando il telefono dovresti chiamare i tuoi clienti uno ad uno per fargli sapere dell’offerta. Cosa che comporta grande dispendio di tempo.
Con la comunicazione broadcasting, utilizzando l’email, sei in grado di inviare un’unica e-mail a tutti i tuoi clienti, informandoli dell’offerta ma risparmiando molto, molto tempo. E’ una comunicazione uno a molti. Per farlo avrai chiaramente dovuto chiedere ai clienti, in fase di acquisizione, la loro e-mail e il permesso di inviare loro comunicazioni commerciali. Ma è una cosa che non costa nulla.
E tieni presente che il tasso di apertura e lettura di e-mail provenienti da è generalmente alto. Sono e-mail che vengono lette proprio perché provengono da qualcuno in cui si ha fiducia (tu o la tua azienda) e da cui in passato si è acquisito qualcosa per cui si era interessati.
E’ quindi una strategia MOLTO diversa dal quasi spam effettuato da certe agenzie di marketing, che ti propongono di inviare una tua oferta ad una lista di nominativi di persone che non sanno nemmeno chi sei.
Quando infatti riesci a costruirti una tua lista di e-mail di clienti, quella lista è solo tua, ed è una lista di persone che ti conoscono e che sanno che possono fidarsi di te. Non sottovalutare in alcun modo la possibilità di crearti questa lista, perché sottovaluteresti qualcosa che ha potenzialità commerciali veramente grandi.
Stare in continuo contatto con i tuoi clienti acquisiti.
Che significa che quando acquisisci un nuovo cliente automaticamente e a scadenze prestabilite gli invierai una serie di comunicazioni (e-mail) sia con informazioni sui prodoti o servizi a cui è interessato, sia con offerte commerciali.
In questo modo il cliente:
- sarà riconoscente di ricevere informazioni interessanti riguardo a ciò che gli interessa
- aumenterà ancora di più la sua fiducia nei tuoi confronti
- ti ricorderà, soprattutto quando dovrà acquistare di nuovo
Perché è estremamente importante che il tuo cliente acquisito non ti dimentichi. Non deve succedere che acquista una volta da te la volta dopo, anche se soddisfatto, magari dopo diversi mesi o anche un paio di anni, vada ad acquistare da un tuo concorrente, solo perché tu non gli sei venuto in mente. E questa tecnica del contatto continuo serve proprio per farti ricordare, in modo che appena il tuo cliente pensa ad un determinato servizio o prodotto, sei tu e la tua azienda che automaticamente gli venite in mente.
Dal lato pratico si tratta di creare una serie di e-mail già pronte, che attraverso degli appositi servizi presenti in Internet, invierai automaticamente a scadenze prestabilite ai nuovi clienti acquisiti. Il lavoro da parte tua sarà quindi solo quello iniziale di scrivere le e-mail con le informazioni e le offerte. Il sistema penserà al resto.
A queste e-mail automatiche potrai poi sempre aggiungere e-mail create e inviate sul momento, quando lo riterrai opportuno.
Proporre offerte molteplici anche di valore crescente.
questa è la parte in cui si raccolgono alcuni frutti del lavoro svolto nei punti precedenti. Il fatto è che spesso è molto più facile acquisire un cliente vendondogli qualcosa di poco costoso, perché meno costa ciò che si compra e più è probabile che lo si compri.
La strategia è quindi quella di acquisire il cliente con un’offerta economica e vantaggiosa, dalla quale magari non gudagnerai particolarmente, per poi però iniziare a proporgli offerte di prodotti o servizi sempre più costosi.
Chi infatti ha comprato da te un servizio o prodotto economico e si ètrovato bene, sarà maggiormente disposto a comprare qualcosa di più costoso, perché avrà già fiducia in te.
Per questo una strategia commerciale che si integra perfettamente nella comunicazione bradcasting automatica è quella di preparare una serie di offerte consecutive di prodotti o servizi di valore sempre più alto, per poi proporle ascadenze prestabilite in maniera automatica attarverso l’email.
Impiegare quetsa strategia è come far salire ai clienti una scala, prendendoli per mano e accompagnandoli di gradino in gradino, di step in step. Ogni gradino è un’offerta di prezzo maggiore. Certo non tutti i clienti arriveranno all’ultimo gradino. Alcuni si fermeranno al primo, altri al secondo.
Ma ce ne sarà qualcuno, perché c’é sempre, qualsiasi sia il tuo campo, che percorrerà tutta la scala.
Una degli aspetti importanti in questo tipo di strategia è proprio quello di strutturare in maniera efficace una serie di offerte di prezzo crescente. Gli step non devono essere necesariamente tanti. Ne bastano anhe tre, o addirittura due. In un futuro articolo ti svelerò un modo per struturare una serie di offerte di questo tipo, facendoti anche un esempio pratico di vendita di servizi di consulenza.
Gli errori dei blog aziendali e come evitarli (2)
Il blog è un potentissimo strumento di marketing, ancora poco utilizzato da aziende e professionisti, che tra gli altri vantaggi ti da quello di differenziarti dai tuoi concorrenti.
Per questo ti avevo parlato in questo articolo di diversi dei più comuni errori dei blog aziendali e di come evitarli.
Eccone qui alcuni altri:
Pensare che i tuoi potenziali clienti non leggano i blog
Ci sono imprenditori che pensano ancoara che i blog siano cose da ragazzi, da sedicenti giornalisti e così via… Non riescono a credere che i loro potenziali clienti avrebbero interesse a leggere il blog della loro azienda. Grande errore.
E’ difficile trovare qualcuno che non sia interessato o almeno incuriosito a sapere qualcosa di un’azienda che tratta prodotti o servizi che a lui interessano, per conoscerla sotto un’altra angolatura. Un’angolatura più diretta, più “interna”.
Ed è questa curiosità uno dei tuoi alleati. Sfruttandola potrai avvicinare il tuo potenziale cliente parlando al suo lato emotivo, che è quello che prende le decisioni. Cosa solitamente difficile da fare nelle classiche presentazioni aziendali.
Non utilizzare al meglio le case history
Il blog è il luogo ideale per utilizzare un tuo potente strumento di marketing: le tue case history. Le case history sono quello che convince il tuo potenziale cliente che ciò che offri serve davvero per risolvere un suo problema.
Perché se qualcuno arriva sul sito della tua azienda è perché ha un desiderio da soddisare o un problema da risolvere. Mostrandogli come altre persone sono riuscite a risolvere lo stesso problema con un tuo servizio o un tuo prodotto, inizierai ad acquisire la sua fiducia.
E continuerai ad acquisirne sempre di più raccontando le tue case history quasi come se avessi davanti un amico. In modo informale, rivelandogli magari le titubanze iniziali dei tuoi clienti protagonisti della case history, in modo tale che identifichi in esse i suoi stessi dubbi, e li superi… come loro gli hanno superati.
Le case history, i clienti aquisiti e soddisfatti, sono una grande arma di marketing in mano alle aziende. E mi stupisce sempre quando vedo che sono in realtà così pochi ad utilizzarle efficacemente, invece che sprecarle. Il blog aziendale è un ottimo luogo per farlo.
Scrivere “news” invece che articoli efficaci
Tutto quello che si scrive sul blog deve servire per almeno uno di questi obbiettivi:
- acquisire la fiducia del potenziale cliente dopo averlo incuriosito e interessato
- convincere un cliente acquisito della validità di servizi o prodotti che non ha ancora acquistato
- sviluppare il proprio brand presso il proprio target di riferimento
Per questo la scrittura del blog aziendale deve applicare opportune tecniche di copywriting (scrittura persuasiva). Scrivere ad esempio sempre e solo notizie sull’azienda, in maniera impersonale e poco interessante è una perdita di tempo. A nessuno interessa roba di questo tipo.
In articoli del genere l’utente non ci trova qualcosa che lo riguarda da vicino. Qualcosa che gli parla, anche indirettamente, di come potrebbe risolvere un suo problema o soddisfare un suo desiderio. Ed è questo l’ingrediente essenziale per scrivere articoli efficaci dal punto di vista del marketing.
Gli errori dei blog aziendali e come evitarli
Come avevo scritto in questo articolo, sia che tu sia un imprenditore che un professionista, se vuoi implementare un web marketing vincente e differenziarti sul web dai tuoi concorrenti, un modo efficace è quelpalo di creare il tuo blog.
Bene. Ti consiglio però di non cadere negli errori in cui incorrono diversi professionisti e aziende nell’utilizzo di questo strumento. Errori che mi capita di vedere troppo spesso girando per la rete e che rischiano di spezzare le gambe alla potenza comunicativa e commerciale di un blog aziendale.
Ecco quì quindi 3 dei più comuni di tali errori e alcuni consigli per evitarli:
Non pensare il blog come strumento di marketing
che significa rinunciare alla funzione per il quale esiste. L’obbiettivo essenziale del blog è infatti quello di farti vendere di più e con più facilità, e questo alla fine, anche se il blog è più impostato verso un discorso di branding piuttosto che commerciale.
Il blog è lo strumento attraverso cui, agendo su diverse leve, fai conoscere la tua attività in modo diverso da quello abituale, un modo che avvicina l’utente soprattutto dal punto di vista emozionale, perché ti percepisce come una specie di amico che parla con lui in maniera informale. Ed è questo che aumenta la fiducia dell’utente.
Parla quindi dell’azienda e dei servizi o prodotti che offri, ma fallo sapendo che quello che dici ha l’obbiettivo di marketing di avvicinare il potenziale cliente facendogli percepire la tua attività “dall’interno”, quasi fosse un tuo collaboratore, in maniera da suscitare e soddisfare la sua curiosità e di dissolvere la sua diffidenza.
Usare un linguaggio aziendalese
cosa che ha a che fare direttamente con quanto dicevo prima. Il blog non è il luogo dove parlare un linguaggio istituzionale. Sarebbe un inutile doppione di altre parti del sito. Dimentica quindi i “noi siamo una azienda leader…”, che imperversano nelle presentazioni istituzionali, e che tra l’altro andrebbero eliminate anche da quelle.
La strategia di comunicazione non deve infatti essere quella di parlare di “Noi azienda” contrapposta a “Te potenziale cliente”. Una strategia di comunicazione efficace è invece quella che parla di “Noi persone che condividono valori, impegni, successi e talvolta piccoli insuccessi di un’azienda” assieme a “Te e agli altri nostri clienti, ai quali è bello parlare di quello che facciamo”. Parlarne in modo diretto, quasi colloquiale.
Usare il blog come un catalogo
Il blog non è un catalogo di prodotti o una lista di servizi. Tali cose sono generalmente impersonali, tecniche, fredde o peggio pompate con linguaggio pubblicitario. Il blog è invece la possibilità di parlare ad un potenziale cliente come se lo avessi di fronte, non però ad una anonima e fredda scrivania, ma piuttosto in un piacevole caffè.
Puoi quindi certo parlare nel blog dei tuoi prodotti o servizi, ma come se stessi consigliando un amico che ti ha chiesto un parere su qualcosa che aveva in mente di comprare. Un consiglio sincero, che magari mette anche in evidenza alcuni marginali svantaggi di quello che offri che non ne inficiano la validità complessiva, oppure le difficoltà superate per riuscire ad ottenerlo, o anche i dubbi e i piccoli fallimenti passati che hanno portato alla fine ai risultati attuali.
Sono anche questi elementi, assieme ai casi di successo raccontati in maniera interessante e curiosa, che rendono il blog “vero” e che quindi inducono fiducia nel potenziale cliente.
In un prossimo post ti parlerò di alcuni ulteriori errori dei blog aziendali e ti darò, anche lì, alcune dritte per evitarli.
Come testare la capacità di un’agenzia di webmarketing per una Campagna AdWords
In questo articolo ti rivelerò come scoprire quanto chi hai di fronte è in grado di affiancarti efficacemente, se hai come obbiettivo quello di raggiungere nuovi clienti o vendere di più attraverso campagne di marketing appoggiate a pubblicità Adwords.
E per farlo ti racconterò come un mio cliente, sotto mio suggerimento, ha testato la capacità di una agenzia web, che voleva provare per vedere se riusciva ad ottenere dei risultati migliori di quelli che gli portavo io. Talvolta mi capita che dei clienti vogliono provare altre agenzie di web marketing. In questi casi non ho alcun problema ad aiutarli.
Quello che ti propongo è un test in parte empirico, certo, che non si adatta neppure a tutti i progetti di webarketing e che non può darti la certezza assoluta, ne in male ne in bene. Diciamo che è un interessante test preventivo, adatto per diverse situazioni e che può evitarti future delusioni.
Allora, scegli inanzitutto l’agenzia di web marketing e semplicemente chiamala per telefono. Non preoccuparti se quello che stai per chiedere non è proprio quello che ti servirà. E’ solo un test, e se avrà risultato positivo, potrai dire che hai deciso di lavorare con loro, ma che preferisci iniziare con una cosa in parte diversa.
Allora, quando avrai dall’altro capo chi si occupa del web marketing ponigli questa domanda:
“Le volevo chiedere, avrei da promuovere un servizio (o anche un prodotto) che però so già che non ha un numero significstivo di ricerche su Google, nel senso che ha pochi utenti (o nessuno) che cercano attivamente il servizio, usando keywords a esso correlate.”
Questo è il caso di ogni prodotto o servizio che risolve un problema (o soddisfa un desiderio) di un pubblico potenzialmente interessato, il quale però non lo cerca attivamente perché non sa, magari, neppure che esiste una tale soluzione. E’ il caso ad esempio di un servizio di consulenza (fiscale, assicurativa o altro) ritagliato appositamente per i dentisti. Ai dentisti può interessare molto, ma non lo cercano attivamente.
A questo punto la domanda continua con “Lei che tipo di azione di marketing mi consiglierebbe di intraprendere?”. Ti posso assicurare che ci sono aziende web che fanno pubblicità attraverso AdWords per i loro clienti ma che non saprebbero a questo punto cosa davvero risponderti.
E’ possibile ad esempio che dall’altro capo tu senta dire “Be, potremo provare a cercare delle parole chiave attinenti ad argomenti correlati col prodotto o servizio” e cose del genere. Non è una risposta completamente insensata. Ma c’é qualcosa, per la maggioranza dei casi, di ben più efficace.
Questo qualcosa si chiama “Network dei contenuti di AdWords”. E lo si usa come si usa la pubblicità tradizionale sui giornali (specializzati), avendo in più chiaramente tutti i vantaggi di una pubblicità AdWords (velocità di implementazione, controllo numerico dei risultati, possibilità di test automatico e molto altro).
Si tratta semplicemente di scegliere dei siti che visualizzano le pubblicità AdWords e che sono probabilmente visitati dal target di potenziali utenti del servizio, anche se essi non stanno attivamente cercando sul sito tale servizio.
Nel caso dell”esempio potrebbe essere un forum che tratta di odontoiatria, o qualsiasi altra cosa del genere. I dentisti che visitano il forum, vedrebbero la pubblicità e anche se non stanno in quel momento cercando il servizio ne sarebbero interessati, la cliccherebbero e arriverebbero sul tuo sito.
E’ un metodo efficace per “agganciare” chi frequenta siti appartenenti al tuo target di riferimento e che può essere interessato a ciò che offri, ma che non lo cerca attivamente. E’ un modo per dirgli “guarda, anche se non ci hai mai pensato esplicitamente, tu probabilmente hai queste necessità e io ho una soluzione che le soddisfa. Vieni a conoscerla!”.
Per questo un buon consulente di web marketing, tra le diverse capacità, dovrebbe anche avere quella di scegliere i siti più adatti per far visualizzare una pubblicità targetizzata. Perché uno dei punti di forza di un’azione del genere sta propro nella interessante targetizzazione che si può riuscire (anche se non sempre) ad ottenere.
Ed è interessante che, pur essendo questo un metodo di pubblicità, in un certo senso, “pre motori di ricerca”, ci siano consulenti web che lo usano poco, nulla o male. E’ in un certo senso un’aplicazione della pubblicità classica (tipo quella su riviste o pubblicazioni specializzate e lette da un determinato target) trasferita sul web e con i vantaggi del web.
Ed è per questo strano che non venga sfruttata in pieno. Ma forse il motivo è proprio che molti di questi consulenti si sono formati nell’epoca di Google, dove la pubblicità per eccellenza è quella basata su keywords.
Se vuoi sapere come è finita con quel mio cliente e con la web agency, posso dirti che questa vota il test è stato superato. La web agency in effetti sembrava sapere il fato suo. Il mio cliente ha però deciso di non passare a loro perché, ha detto, per telefono gli sono sembrati un po’ bruschi e poco disponibili…!
Imparare dalla concorrenza: quello che gli stupidi non fanno
Se sei un imprenditore o un professionista e usi o hai intenzione di usare il web per:
- ottenere nuovi clienti
- aprirti nuovi mercati
- vendere di più
e nel tuo campo hai già dei concorrenti che lo fanno, allora hai un buon motivo di essere ottimista.
Perché questo ti da due cose:
1 – ti fa capire che probabilmente promuovere sul web una attività come la tua da dei frutti (perché altri già lo fanno)
2 – ti da modo di studiare come gli altri lo fanno, copiarli e poi aggiungerci la “tua differenza”
Per questo, prima di qualsiasi iniziativa web, ti invito a studiare attentamente la concorrenza, oppure ad affidarti ad un bravo consulente web marketing, per realizzare un “reverse enginnering” del loro modello di business. Il che, in parole povere, significa capire come e perché loro riescono sfruttare il web per la loro attività.
I modi per farlo sono diversi e mi ci vorrebbe molto per illustrarti le diverse tecniche utilizzabili.
Ma voglio mostrartene una molto semplice:
1 – scegli una parola chiave significativa riguardo alla tua attività, una keyword che pensi venga utilizzata sui motori di ricerca dai tuoi potenziali clienti per cercare prodotti o servizi del tipo che tu vendi
2 – vai su Google e fai una ricerca con quella keyword
3 – controlla quante pubblicità AdWords compaiono sulla destra dello schermo
(e anche nella parte superiore sopra i risultati organici sotto la voce “link sponsorizzati”)
A questo punto, se non compare nessuna pubblicità, significa o che il tuo campo si presta poco a essere promosso sul web, oppure, più probabilmente che nessuno dei tuoi concorrenti ha ancora utilizzato il web e più precisamente AdWords come canale di pubblicità. In questo caso tu potresti essere il primo: una buona opportunità.
Se invece compaiono delle pubblicità, prendi nota dei siti a cui esse puntano. E ripeti la procedura ogni tre/quattro giorni per un paio di settimane.
Infine controlla quale di quelle pubblicità sono rimaste dall’inizio alla fine. Perché sono quelle, molto probabilmente, le pubblicità dei siti che funzionano e sfruttano bene il web.
E il motivo è semplice. Nessuno mantiene, per diverse settimane, una pubblicità a pagamento se non gli procura un ritorno. Nessuno vuole pagare dei click a Google se poi non ci guadagna nulla.
Ora che sai quali sono i siti che funzionano, vai e studiali. Studia come sono fatti, la loro comunicazione, la loro offerta.
Cerca di capire perché rescono a sfruttare bene il web, perché puoi essere certo che molto probabilmente stanno guadagnando. E questo è vero qualunque sia il campo di attività.
Hai così adesso un discreto materiale per partire con la tue azioni di marketing sul web, per poi, con calma, personalizzare e migliorare il tutto. Perché è difficile trovare qualcosa che, avendo le giuste conoscenze, non è possibile rendere migliore e più efficace.
I due pilastri della differenziazione: il pilastro della comunicazione aziendale
In questo articolo ti avevo parlato della differenziazione riguardo al prodotto. Oggi voglio parlarti dell’altro pilastro della differenziazione quello riguardo alla comunicazione dell’immagine dell’azienda.
Nella consulenza web marketing questo è uno dei punti essenziali. Mi capita infatti spesso sentirmi fare dai clienti domande del tipo “Ma come potrei differenziare sul web la mia azienda da tutte le altre?”. Se anche tu ti sei posto questa domanda, allora quello che segue ti potrà interessare davvero, perché ti darà una risposta chiara ed efficace..
Fammi chiarire meglio il problema. Se ti vuoi differenziare sul web, probabilmente è perché vorresti che i tuoi potenziali clienti:
1 – ti percepiscano come qualcuno che ha qualcosa in più rispetto alla concorrenza
2 – non abbandonino subito il tuo sito, perché vi trovano qualcosa che gli incuriosice
3 – tornino sul tuo sito, per conoscere meglio la tua azienda e i tuoi prodotti e servizi
4 – sviluppino una fiducia nella tua azienda semplicemente leggendo e “frequentando” il tuo sito
5 – siano già ben disposti quando avranno a che fare direttamente con te
6 – ti preferscano ai concorrenti e vogliano proprio te e la tua azienda
Se sono queste cose che stai cercando di ottenere dal web allora uno strumento davvero efficace è quello del blogging aziendale.
Il blog aziendale è quel luogo in cui puoi avvicinare i clienti dal lato emozionale, facendo conoscere la tua azienda “dal di dentro”, mostrando il lato più umano tuo e di chi lavora per te, raccontando i maniera informale i casi di successo e le difficoltà incontrate e come le hai superate.
Il blog aziendale fa percepire la tua azienda diversa da quelle dei tuoi concorrenti, che non fanno altro che presentarsi nel solito dialetto “aziendalese”, noioso e che generalmente non interessa.
Un blog aziendale fatto bene, usando tecniche di scrittura naturali ma appropriate, ha potenti effetti sui tuoi potenziali clienti:
1 – fa percepire la tua azienda come “umana” e vicina ai loro bisogni
2 – soddisfa la loro curiosità
3 – da loro la percezione di conoscerti prima di incontrarti davvero
4 – li predispone positivamente perché svela aspetti che spesso vengono omessi nelle presentazioni istituzionali
5 – mostra in una maniera inusuale ma efficace come problemi simili ai loro sono stati risolti dai tuoi prodotti o servizi
6 – parla dei tuoi valori e li comunica più direttamente rispetto alla comunicazione tradizionale
7 – è percepito “più vero” rispetto alla solita comunicazione aziendale perché è più diretto
E tutto questo si traduce in una forte arma di differenziazione dai tuoi concorrenti e alla fine in una potente leva di marketing, indiretta e soft, ma ugualmente efficace.
In un prossimo articolo ti svelerò quali sono i segreti per scrivere in maniera eficcace su un blo aziendale e usarlo per promuovere al meglio la tua attività.
